Giulianova > Giulianova, colonia romana e grande località turistica

Giulianova è un comune in provincia di Teramo, con grande rilevanza commerciale e turistica per l’Abruzzo settentrionale. Gli abitanti, chiamati giuliesi, festeggiano al 22 Aprile e al 24 Novembre due Santi Patroni: San Flaviano e Maria Santissima dello Splendore.


La superficie di 27,33 kmq. si estende a 68 m-s.l.m. fra il fiume Salinello a Nord e il fiume Tordino a Sud. Questi confini naturali sono delimitati ad  oriente dal Mare Adriatico e determinano il clima temperato caldo con  inverni tiepidi ed estati con temperature elevate, ma non torride. I Comuni circostanti sono: Roseto degli Abruzzi, Masciano Sant’Angelo e Tortoreto..

 


Le sue origini risalgono all’epoca neolitica. Nel III sec. s. C. i romani fondarono alle foci del fiume Tordino una colonia denominata Castrum Novum Piceni, che si trasformò in un importante nodo commerciale e di comunicazione, la cui estensione raggiungeva circa un perimetro di due km e fu dotata di bagni termali.


Con le invasioni barbariche la popolazione diminuì, ma nel periodo dell'Alto medioevo cambiò il nome in Castrum Sancti Flaviani, in onore di San Flaviano Patriarca di Costantinopoli che morì martire. La spoglia di San Flaviano trovarono miracolosamente  rifugio durante una tempesta sulla costa giuliese mentre venivano trasportate a Ravenna.


La città fece parte del regno Ostrogoto, poi passò al ducato di Spoleto, al Regno di Sicilia e infine a quello di Napoli. Nel XIV secolo divenne residenza degli Acquaviva, fu poi distrutta in seguito alla battaglia fra aragonesi e angioini.


Nel 1479 Giulio Antonio Acquaviva d’Aragona volle ricostruire  Castel San Flaviano ma  non sulle rovine, bensì scegliendo un’altura situata a circa 70 metri sul livello del mare e battezzandola Giulia o Julia. Solo in età contemporanea fu aggiunto l’aggettivo qualificativo Nova, da qui Giulianova.


Antonio Acquaviva fu un grande condottiero, ma anche un uomo di grande cultura, che seguiva le nuove tendenze architettoniche delle Corti Europee. Giulianova dunque fu costruita con quei criteri tipici dell’età rinascimentale, che uomini  come Leon Battista Alberti, sapevano completamente esprimere.


Il centro abitato originario, in parte conservatosi fino ai giorni nostri, era interamente racchiuso entro una poderosa cinta muraria di forma quadrangolare, difesa da quattro torrioni cilindrici. L'accesso alla città era possibile attraverso tre porte cui se ne aggiunsero altre due nell'Ottocento. Nel cuore del nucleo urbano venne posto l'ampio Duomo ottagonale che dominava l'Adriatico e che organizzava lo spazio urbano circostante, progettato con strutture abitative salubri, funzionali e spaziose, per accogliere migliaia di abitanti.



Nei secoli che seguirono come tutte le città italiane, Giulianova subì saccheggi da parte dei Lanzichenecchi nel XVI sec. e  da parte dei  Francesi nel periodo Napoleonico. Con l’Unificazione Italiana, fu la prima città ad essere visitata dal re Vittorio Emanuele II.  Dopo il 1860 per acconsentire alla città di estendersi verso il mare, furono abbattute le mura, si  formarono due agglomerati: Giulianova Paese o Alta e Giulianova Spiaggia.


Borgo Marina fu il  primo nucleo dell’odierno moderno e turistico Giulianova Lido, che si formò  a fine Ottocento in seguito all’apertura del primo tratto ferroviario Ancona-Pescara.


Nei primi decenni del Novecento sorsero bellissime ville in stile Liberty, il Lido si trasformò in una delle più eleganti e frequentate stazioni balneari della riviera adriatica. In quegli anni fu edificato il lussuoso Albergo Kursaal, dove oggi avvengono grandi congressi e mostre.


Il  secondo Dopoguerra fu determinante  per lo sviluppò e consolidamento del movimento turistico. Furono costruite molte case, decine e decine di alberghi, ristoranti e stabilimenti balneari.  Giulianova divenne  ben presto sia per la bella spiaggia di fine arena, insignita da oltre un decennio Bandiera Blu,  sia per il porto turistico, che per  la pista ciclabile, che attraversa il lungomare, un forte richiamo per i  villeggianti provenienti sia dall'Italia  che dall'estero.


Il Porto di Giulianova è di III classe ed è articolato in due moli, dotato di due banchine, un pontile, uno scalo di alaggio, due distributori di combustibile, tre officine meccaniche, un ampio magazzino e una decina di colonnine per l'erogazione idrica.

Ospita attualmente circa duecento imbarcazioni, in massima parte destinate alla pesca, ma sono presenti anche un certo numero di barche da diporto.


Il reddito della città di Giulianova, proviene non solo dal turismo ma  anche  dall’agricoltura, dalla pesca e dall’industria dell’abbigliamento.