Rodi Garganico > Rodi Garganico, oasi senza correnti e senza inquinamento

Rodi Garganico a 50 metri sul livello del mare in provincia di Foggia con superficie 13,23 kmq fa parte del Parco Nazionale del Gargano, è stata premiata più volte dalla Foundation for Environmental Education con Bandiera Blu.
Rodi Gargano è situata su un promontorio roccioso a nord del Gargano tra due arenili circondata da una lussureggiante vegetazione composta da agrumi, ulivi, pini, carrubi e alberi di fichi. Il centro abitato è di origine medioevale si caratterizza per le numerose viuzze strette, ripide e le bianche case.
Con la recente amministrazioni sono riemersi gioielli architettonici di epoca pre-medioevale.
La costruzione di un ampio porto ha creato un’oasi senza correnti né inquinamento, la fauna marina può quindi ricrearsi più facilmente, e sono ricomparsi cavallucci e stelle marine.
Rodi Garganico oggi è diventata una delle località balneari più in ed esclusive della costa meridionale e spessissimo tra le presenza illustri si possono segnalare personaggi del mondo dello spettacolo. Protagonista del turismo italiano emergente oggi, era già meta balneare di lusso nella metà del 900. Rodi, attraverso importanti processi di riqualificazone sta rivalutando la propria immensa storia e sta riscoprendo l'originalità dei profumi e dei frutti che la sua terra offre. Pochi sanno, infatti che Rodi, all'inizio del secolo era la prima città per import ed export di agrumi. L'attuale costruzione di un porto turistico l'ha posta come centro di spicco nel commercio turistico mediterraneo.
I Rodiani promuovono durante i mesi estivi feste patronali, il Santo patrono è la SS Maria della Libera, che viene festeggiata il 2 Luglio.
Tante anche le leggende legate alla Madonna, una è quella della Madonna della Libera. La leggenda narra che quando Costantinopoli, capitale dell'Impero romano d'Oriente, nel 1453 fu conquistata dai Saraceni, i Veneziani cercarono, prima di abbandonare la città sul Bosforo, di mettere in salvo sulle loro galee il maggior numero di icone.
Una di queste navi, nonostante il vento favorevole, giunta all'altezza di Rodi si fermò e non riuscì a proseguire il suo viaggio verso Venezia. Il capitano della galea sorpreso dal fatto sbarcò per chiedere agli abitanti qualche spiegazione, che non seppero dare.
Mentre questi s'incamminava fuori dalle mura cittadine per tornare all'imbarcazione vide ritto sopra un macigno senza alcun supporto il sacro quadro della Vergine, e lo riconobbe come una delle opere portate in salvo dalla capitale orientale. Il capitano lo riportò a bordo della galea, che non riusciva a prendere il largo. Risceso a terra notò che sul medesimo macigno del giorno prima e nella medesima posizione si trovava nuovamente ritta la sacra icona. A questo punto donò il quadro alla popolazione rodiana. Solo al suo arrivo a Venezia, incolume e tre giorni prima delle altre navi, capì il senso di quel miracolo.
Sull’origine di Rodi Garganico esistono due leggende: una va collegata all’espansioni di Rodi argivi nel VIII sec. a. C., da parte del movimento dell’epoca, che furono attratti dal clima e dalle immense pinete.
L’altra è legata alla riedificazione della città sulle rovine della mitica Uria, distrutta dopo le guerre puniche.
Durante il periodo romano, da alcuni scritti dello storico Plinio, a Rodi Garganico furono costruite le mura difensive del porto, (oggi sotto il Castello) e da una botola interrata nella rupe si accedeva ad un locale il Tabularium, dove venivano registrati la contabilità e conservati i pesi e le misure, con cui il tabulario misurava i cereali affinchè non venissero commesse frodi.
Rodi Garganico fu l’unica via di comunicazione con il Gargano, dal porto venivano caricati i prodotti agricoli di tutta la Capitanata. La città è nata con la funzione di municipio amministrato da Comite Gneo Suilio Mascillioni, magistrato ed esattore di tributi, con la caduta di Roma fu distrutta dai Goti nel 485 d. C., ricostruita nel 553 dopo la guerra greco-gotica, fu attaccata dai Saraceni, nel 1240 divenne alleata di Federico II e quindi saccheggiata dai Veneziani. Rodi Garganico nel 1446 diventò feudo di Alfonso d’Aragona fino al XIX secolo, nel XVIII ospitò Gioacchino Murat , in fuga verso Napoli.
Rodi Garganico è stata attraversata più volte dalla carovana del Giro d'Italia, e in due edizioni ha visto nel suo territorio un arrivo di tappa della manifestazione ciclistica.
